| LA CACCIA AL TESORO DI NATALE La Caccia al Tesoro di Natale nasce a Sorrento nella seconda metà degli anni ’80 come piccola manifestazione locale. L’intuito di alcune persone, tra cui ricordiamo Antonino di Maio, Salvatore Gambardella, Tonio Mascolo, Gaspare Ercolano, etc, fu quello di miscelare lo spirito goliardico, la cultura e il gioco, portando in penisola sorrentina un nuovo tipo di divertimento che fu subito apprezzato. Nei primi anni ha le squadre furono composte dagli amici degli organizzatori che li sfidavano nella soluzione degli indizi, ma poi la loro bravura e il passaparola sulla validità dell’idea hanno portato, negli anni, ad accrescere sempre più l’interesse e la partecipazione dei giovani. Infatti la caccia al tesoro è divenuta uno dei momenti topici in una terra che offre sempre troppo poco spazio per il divertimento. Nel tempo la manifestazione ha allargato i propri confini per far fronte alla domanda di partecipazione, arrivando a coinvolgere i Comuni di tutto il comprensorio della Penisola Sorrentina e quelli della Costiera amalfitana.
Voler raccontare cosa è oggi la Caccia al Tesoro di Natale non è cosa semplice se non la si è vissuta almeno una volta. A noi piace pensare che sia prima di tutto un momento di aggregazione per le persone che lo vivono con il piacere di stare insieme e come una scusa per passare insieme 48 ore in modo veramente diverso. Una testimonianza ancora viva di questo spirito si è avuta nella cerimonia di Premiazione dell'ultima edizione svoltasi presso il Circole dei Forestieri ed allietata dalla Presenza di Luca Sepe e Antonio Manganiello ("i tappi" di radio Kisskiss). Ebbene quella serata ha avuto un notevole successo di partecipazione come non se ne vedeva da anni e tutti i presenti erano li sia per festeggiare i vincitori ma specialmente per fare festa tutti insieme.
In definitiva il canovaccio della caccia prevede degli indizi da risolvere in sequenza per poter poi passare a quello successivo fino al giungere al ritrovamento del tesoro. Ma detto così risulterebbe troppo riduttivo: la Caccia prevede difficoltà e prove di abilità da superare, oggetti da ricercare e situazioni da creare permettendo a tutti i partecipanti di esprimere le proprie capacità. Può esserci bisogno di saper cantare o recitare, di sapere dipingere o cucinare, di avere capacità da atleta o riflessive e intellettuali anche profonde. Nulla delle umane possibilità deve essere tralasciato e nulla è trascurato per giungere all’agognato tesoro. In ultimo, ma non certo per importanza, il forziere che i vincitori vanno a dissotterrare alla fine di una “due giorni” massacrante dal punto di vista sia fisico sia mentale, è semplicemente vuoto… Il semplice fatto che i “vincitori” non potranno guadagnare altro se non la “gloria”, più di ogni altro dato, permette di comprendere quanto i giovani e i meno giovani che partecipano all’evento, spesso coinvolgendo figli e genitori, tengano ad esso. Il vero tesoro della Caccia alla fine sono i suoi partecipanti e le mille avventure che essi vivono in quei giorni che alla fine diventano aneddoti e leggende.
Chi, tra gli storici partecipanti, non ricorda gli aiuti dati al “Fauno”, o gli organizzatori che sparivano dalla scena della caccia, o le scarpinate al freddo nelle notti di dicembre a Recommone o a Crapolla, fatte di corsa per non farsi sopravanzare dagli “avversari”? Chi non ricorda le gare di Karaoke o le esibizioni culinarie o quelle di pittura sempre in nome della risoluzione dell’indizio? E questi sono solo alcuni piccoli esempi di serate passate alla storia nella memoria dei tanti partecipanti. La Caccia al Tesoro di Natale, infatti, in quasi venti anni è stata capace di portare sulle strade almeno 500 partecipanti, che hanno percorso un numero impressionante di chilometri e risolto indizi tutt’altro che banali. La forza della manifestazione è di riuscire a coniugare la competizione tra squadre con la scoperta del territorio meraviglioso nel quale abbiamo la fortuna di vivere e con la cultura storica che questi luoghi conservano.
Negli ultimi anni si sono anche utilizzati anche temi conduttori importanti dal punto di vista culturale: quattro anni fa la Caccia al Tesoro ripercorreva “Il Cammino dei Templari”, tre anni fa “I favolosi anni ‘60”, due anni fa la Caccia fu interamente dedicata alla vita ed alle opere del genio di Leonardo da Vinci e lo scorso anno in un’ambientazione fantascientifica ha affermato che la conservazione della terra e della risorsa acqua è un dovere di tutti gli uomini. In tutti i casi tantissime persone hanno approfondito tali temi anche dopo la manifestazione, a dimostrazione anche del valore culturale dell’evento. Queste finalità sono state riconosciute a tal punto da ricevere i formali apprezzamenti della Segreteria Generale della Presidenza della Repubblica che ha voluto inviare nel 2007 al Comitato organizzatore una lettera di elogio a nome del Presidente Giorgio Napolitano e nel 2008 la manifestazione è stata insignita della Medaglia d'argento del Presidente della Repubblica. |